A cura di Riccardo Mazzarella, INAPP, Responsabile del gruppo di ricerca : Analisi sul tema delle competenze e delle qualificazioni
L’Atlante del lavoro e delle qualificazioni

L’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni è l’esito di un lavoro di ricerca-intervento condotto dall’INAPP (già Isfol) a partire dal 2013, a supporto del Gruppo Tecnico costituito dal Ministero del lavoro e dalle Regioni, che si è avvalso dell’assistenza tecnica di Tecnostruttura.
L’istituzione di un sistema dell’apprendimento permanente ancorato ad un sistema nazionale di certificazione delle competenze da parte della L. 92/2012 e dal Decreto Legislativo del 16 gennaio 2013, applicativo della Legge, costituiscono la cornice normativa che ha consentito l’avvio di un percorso per l’istituzione del Repertorio nazionale e, come quota parte del Repertorio nazionale, la creazione del Quadro nazionale delle qualificazioni regionali successivamente formalizzato nell’ambito del Decreto interministeriale del 30 giugno 2015.
L’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni costituisce oggi il principale strumento informativo sul Repertorio nazionale dei titoli e delle qualifiche, ed è articolato in due pilastri informativi:

  • l’Atlante del Lavoro;
  • il Repertorio delle Qualificazioni.

L’Atlante del Lavoro
La progressiva descrizione dei contenuti del lavoro in termini di potenziali sbocchi occupazionali ha portato alla realizzazione di un Atlante che, oltre a costituire l’elemento tecnico di riferimento per la individuazione delle prossimità-distanze tra qualificazioni presenti nel Repertorio Nazionale rappresenta uno strumento utile in sé alla praticabilità dei complessi obiettivi posti dal decreto 13 del 2013 per l’apprendimento permanente quali: il riconoscimento dei crediti formativi, la validazione delle competenze acquisite nell’esperienza, la certificazione delle competenze acquisite in contesti diversificati.
Nell’Atlante i contenuti del lavoro sono rappresentati attraverso uno schema di classificazione ad albero formato da 24 settori economico-professionali. La classificazione dei settori economico-professionali (SEP) è stata ottenuta utilizzando i codici delle classificazioni adottate dall’ISTAT, relativamente alle attività economiche (ATECO 2007) e alle professioni (Classificazione delle Professioni 2011), ed è interamente ad esse connessa. La classificazione SEP è composta da 23 settori più un settore denominato Area Comune. L’Area Comune raccoglie tutte quelle attività lavorative non caratterizzate in modo specifico da un settore come attività riguardanti: l’amministrazione, il marketing, la comunicazione e le pubbliche relazioni, gli affari generali, la gestione delle risorse umane, ecc. In questo senso l’Area Comune è quindi da considerarsi come una sorta di addendum rispetto agli altri 23 settori di cui è composta la classificazione.

Nei diversi settori è possibile visualizzare i principali processi di lavoro a loro volta suddivisi, secondo appunto lo schema classificatorio ad albero, in sequenze di processo ciascuna contenente specifiche Aree di attività (ADA). Per ciascuna ADA viene visualizzata una scheda di dettaglio dei contenuti del lavoro che comprende l’elenco delle singole attività costituenti l’ADA e i prodotti e i servizi attesi (Risultati attesi) nonché i riferimenti ai codici statistici delle suddette classificazioni ISTAT. L’Atlante si compone complessivamente della descrizione di: 80 processi di lavoro, 830 Aree di attività e circa 6000 Attività.

Il Repertorio delle Qualificazioni
Raccoglie in una stessa cornice le qualificazioni rilasciate nei seguenti ambiti del sistema nazionale dell’apprendimento permanente: scuola, università, istruzione e formazione professionale, formazione professionale regionale, le qualificazioni acquisite per il tramite di un contratto di apprendistato, le professioni normate e regolamentate. Ogni qualificazione è referenziata ai codici statistici delle classificazioni ISTAT ATECO e CP, e dunque rimanda ad un’Area di attività (ADA), ad un processo e ad un settore dell’Atlante del Lavoro.
Nell’ambito del Repertorio la sezione dedicata alle qualificazioni rilasciate nell’ambito dei sistemi regionali di formazione professionale costituisce il Quadro nazionale delle qualificazioni regionali. In questa sezione sono stati importati tutti i Repertori formalmente adottati dalle Regioni e Province autonome. Dall’associazione di ciascuna qualificazione regionale alle ADA, e ai risultati attesi, scaturisce la tabella delle equivalenze o correlazioni (intese come parziali equivalenze) che costituisce il fondamento per il riconoscimento a livello nazionale delle qualificazioni regionali, per la loro certificazione (anche sotto forma di singole competenze) e per il riconoscimento di crediti.

La versatilità dell’Atlante lavoro rispetto ai diversi contesti d’uso nelle politiche attive del lavoro
Nato principalmente per assicurare il riconoscimento nazionale delle qualificazioni regionali, promuovere il riconoscimento di crediti/debiti formativi per le ulteriori esperienze di formazione formale, l’Atlante può supportare lo svolgimento di una pluralità di altre funzioni. Una di queste è senza dubbio quella di sostenere i percorsi di validazione delle competenze acquisite da esperienza, in ragione del linguaggio delle attività con cui è descritto l’Atlante e con cui è possibile decodificare appunto le esperienze (di vita, di lavoro, ecc.) fatte dagli individui. Aver creato continuità tra attività concretamente svolte dagli individui nelle loro esperienze, le ADA e le attività descritte nell’Atlante e la connessione di queste stesse attività alle competenze contenute nelle qualificazioni, rende effettivamente praticabile la prospettiva di valorizzare, anche attraverso una eventuale certificazione (o al minimo rende possibile la tracciabilità dei percorsi individuali), il contenuto degli apprendimenti indipendentemente dalle sedi entro cui si sono realizzati (formal, informal e non formal learning, secondo la ben nota “formula europea”).

Un ulteriore funzione può essere definita come consultativa, a supporto ad esempio dei processi di orientamento al lavoro, nella consulenza orientativa, e nei servizi di bilancio delle competenze, dove l’Atlante può costituire uno strumento utile in ingresso alla lettura e alla codificazione delle risorse di cui il soggetto è portatore e allo stesso tempo funzionale in uscita a meglio calibrare i progetti professionali futuri.
Allo stesso modo, in termini di consultazione, l’Atlante costituisce un riferimento essenziale per la progettazione formativa (valutare le modalità con cui sono descritti gli ambiti lavorativi obiettivo del progetto formativo, verificare l’esistenza di qualificazioni e competenze già descritte per quelle attività,…), sia di percorsi di accesso al mercato del lavoro, sia nella formazione continua per lo sviluppo e la riqualificazione professionale o la riconversione professionale.

Considerato anche il presupposto tecnico fondativo dell’Atlante, basato sull’integrazione dei linguaggi del mercato del lavoro (Processi, ADA, Attività, Risultati attesi) e dei sistemi dell’apprendimento (le qualificazioni descritte in termini di learning outcome: conoscenze, abilità e competenze), un ulteriore funzione potenzialmente implementabile è quella di meglio allineare i fabbisogni di professionalità espressi dal mercato del lavoro con l’offerta di competenze dei sistemi di qualificazione. Non si stratta in questo di indagini solo previsive, ma piuttosto di espressione diretta di tali esigenze del mondo del lavoro attraverso i possibili concreti interventi nelle fasi di manutenzione e sviluppo dell’Atlante, ricercando in questo un doppio obiettivo: ridurre il mismatch tra qualificazioni e occupazioni; migliorare i sistemi di preselezione di incontro domanda-offerta di lavoro. A tal fine infatti è stata allestita, nell’ambito del Decreto interministeriale del 30 giugno 2015 , una procedura per lo sviluppo e la manutenzione dei contenuti del lavoro descritti dall’Atlante che ha l’obiettivo di alimentare ed accompagnare, con modalità trasparenti, semplificate e sistematiche, l’aggiornamento evolutivo del sistema. Tale procedura prevede la consultazione a distanza di soggetti a diverso titolo interessati e informati delle evoluzioni del mercato di lavoro in termini settoriali e/o professionali come: enti bilaterali, camere di commercio, fondi interprofessionali, istanze settoriali, associazioni professionali, ecc.
La modalità prevista nell’Allegato 4 è piuttosto innovativa per il nostro Paese e crea una sorta di consultazione pubblica permanente (ispirata al modello wiki, selezionando comunque gli interlocutori alla fonte come precedentemente ricordato) i cui esiti, oltre che previsivi e argomentativi, divengono de facto, attraverso la descrizione di potenziali sbocchi occupazionali (descritti direttamente dai soggetti a vario titolo rappresentativi della realtà del mercato del lavoro), potenziali obiettivi per i sistemi di offerta delle qualificazioni e delle competenze.

In termini di policies dunque, l’Atlante può costituire un valido strumento di supporto alla programmazione delle politiche attive del lavoro e di offerta, agibile sia a livello territoriale che nazionale.
A cura di Riccardo Mazzarella, INAPP, Responsabile del gruppo di ricerca : Analisi sul tema delle competenze e delle qualificazioni

 

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