PARTE  2

A cura dell’On. Chiara Gribaudo, Commissione Lavoro Camera dei deputati

 

Che cosa contiene dunque questo provvedimento:

Tutele dalla committenza contro i ritardi nei pagamenti, tutele per il lavoratore per quanto riguarda le clausole abusive all’interno dei contratti ed estende la normativa contro la dipendenza economica, si riconosce il diritto dell’attività creativa e inventiva del professionista, si agisce sulla leva fiscale per dare maggiore importanza alla formazione, all’orientamento e dunque alla qualificazione stimolando così chi davvero si vuole mettere in gioco. Si estende la disciplina di partecipazione ad appalti pubblici e incarichi privati, si equiparano i professionisti alle pmi per l’accesso ai fondi europei. Si crea uno sportello per il lavoratore autonomo, del quale oggi qualcuno critica l’utilità, che invece sancisce il principio per cui i centri per l’impiego, all’interno di ANPAL, dovranno rappresentare un punto di incontro vero tra domanda e offerta di lavoro. Si tratta di un ulteriore investimento politico in quella direzione, verso l’orizzonte già delineato in questi anni, di una completa rivisitazione delle politiche attive per il lavoro.

Una logica di sussidiarietà orizzontale invece, dal mio punto di vista non sufficientemente aperta, ha ispirato gli articoli 5 e 6 introdotti al Senato, le cui deleghe dovranno evitare fratture tra professionisti di serie A e professionisti di serie B. Importante è poi la delega introdotta dal nostro lavoro in Commissione per rivedere i criteri di accesso all’indennità di malattia, sulla quale ci auguriamo che il governo agisca rapidamente.

Soprattutto, si estendono i diritti alla maternità, rendendoli più flessibili ed esigibili per la donna lavoratrice autonoma, si amplia il congedo parentale, applicandolo anche ai casi di adozione e affidamento preadottivo. Si entra cioè nella modernità della vita delle donne.

Inoltre malattia, infortunio e gravidanza non potranno far estinguere il contratto; anche qua, vorrei dire, finalmente lo mettiamo per iscritto!!!

L’articolo 6-BIS, inserito nel nostro esame in Commissione Lavoro, ha il merito di portare a compimento una lunga battaglia condotta trasversalmente da colleghi e colleghe, associazioni di ricercatori e di lavoratori, per estendere un diritto ed affermare un principio. Il diritto che oggi finalmente vediamo riconosciuto, in maniera stabile, è quello all’indennità di disoccupazione per i collaboratori, che sono lavoratori come tutti gli altri e come tali necessitano della tutela dello Stato. Il principio che invece stabiliamo è che la ricerca è lavoro, e come tale dev’essere tutelata e devono essere tutelati i precari della ricerca italiana.

Il testo del governo, così modificato al Senato, contiene anche il tema del lavoro agile. Voglio ricordare che lo smartworking non è un nuovo contratto di lavoro: viene recepito da questa legge come segnale di innovazione nella regolazione dei rapporti di lavoro, con lo scopo di definire un quadro giuridico per le imprese e i loro dipendenti che lo vogliano utilizzare. L’articolo 15 lo esplicita e lo ribadisce per chi ancora non lo avesse compreso. In Italia già oggi sono 250mila i lavoratori dipendenti che lo sperimentano. Se un dubbio deve essere posto, mi chiederei invece se gli spazi lasciati aperti da queste norme, in merito alla sicurezza del lavoratore, ai suoi orari di lavoro e ai mezzi di produzione, non costituiscano motivi di ambiguità o incertezza. Dovrà essere la contrattazione collettiva, a tutti i livelli, a integrare quanto la legge non può esprimere sullo smartworking, e per questo motivo la Commissione ha deciso di precisare, nel testo, che qualsiasi accordo, pur restando fra datore e lavoratore, segue le regole fissate a un livello più alto.

Avviandomi alla conclusione, vorrei sottolineare il mio apprezzamento per la quasi unanimità che ho sentito anche in quest’aula di perseguire l’art 36 della Costituzione, affrontando il tema di un equo compenso. È un tema molto delicato e articolato questo, che è stato già oggetto di riforme precedenti, sul quale sarà necessario un dibattito che non poteva di certo essere affrontato in questo primo quadro normativo, perché occorreva sanare una ferita più grande. Noi tutti avremmo voluto di più, ma abbiamo fatto una scelta, e sono le scelte a caratterizzare la politica. Vogliamo che questo provvedimento diventi presto legge, per cui ben vengano gli approfondimenti, ma successivi.

Anche su questo la Storia ci aiuterà un giorno a fare chiarezza e ci aiuterà a comprendere meglio i veri innovatori, i veri riformisti. In quell’elenco, fatto di tante uomini e donne che con coraggio hanno sempre scelto bene da che parte stare, anche quando non era facile, anche quando non era scontato, vorrei ricordare chi per me e per molti colleghe e colleghi ha rappresentato quell’essere riformista visionario a cui devo e dobbiamo dedicare questo grande passo in avanti. Questo provvedimento per noi è dedicato a Davide Imola, riformatore vero, compagno inestimabile, sindacalista del futuro. Ci hai dimostrato, con il tuo esempio e la tua tenacia che com’eri solito dire “bisogna tenere botta e combattere sempre per ciò in cui si crede”. Ci siamo arrivati caro Davide, riuscendo da poco ad abbassare anche l’aliquota previdenziale al 25%, battaglia che con te abbiamo iniziato da qui. A lui, per lui, per quei due milioni di lavoratori, è con onore che annuncio il voto favorevole del partito democratico.

A cura dell’On. Chiara Gribaudo, Commissione Lavoro Camera dei deputati.

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