Di Biagio Franco

A livello psico-emozionale possiamo trasportare i sensi che usiamo nella nostra ricerca, nel contatto con i piedi.

 

UDITO. La parola viaggia nell’aria, non si può toccare, non è palpabile la recepiamo con le orecchie e arriva direttamente al cervello. La zona riflessa delle orecchie si trova nella zona uno dove c’è anche il cervello ed è proprio in questa zona che possiamo vedere come la persona recepisce uditivamente. Questa è  la zona del PENSARE.

 

VISTA. Con la vista noi percepiamo le cose materiali, le cose che possiamo o che potremmo fare o, che abbiamo fatto. Questo “senso” si  colloca  nella zona due, la zona riflessa dei polmoni. Questi  organi  con la loro  funzione ci danno la forza e l’energia per lavorare. Questa è  la zona che ci fa capire  se una persona è portata a fare lavori manuali oppure è debole o debilitata. Per noi reflessologi, questa è la zona della debolezza generale, dove  si riscontra  come la persona vede il suo impegno verso la società e  come vede le sue attività. E’ la zona del FARE.

 

OLFATTO. Questo è un “senso” emozionale. Un profumo ci può stimolare, un odore ci può urtare. La sede di questo “senso” è l’intestino, zona tre, sede delle nostre  emozioni. E’ la zona dell’EMOZIONE.

 

TATTO. Il tatto è un atto reale con il quale noi siamo sicuri di aver fatto concretamente un’azione, si sente, può far piacere o provocare dolore. E’ la nostra base di lavoro. La zona tallone, zana quattro, supporta il nostro peso per il 60% ed è la zona che da stabilità alla nostra postura. Quando  dobbiamo affrontare un qualcosa che viene verso di noi, per prima cosa ci assicuriamo di avere i piedi ben saldi per terra. Questa è la zona dell’ESISTERE dove il tatto è la sua  maggior espressione.

Tutte le anomalie che rinveniamo nelle varie zone esaminate ci possono indicare  come una persona ascolta, come vede la vita, come gestisce i suoi stati emozionali   e come mette in pratica i suoi progetti.

Noi siamo: pensiero – udito,  fare – vista,  emozione – olfatto,  esistere – tatto.

 

David Le Breton scrive nel suo libro “Il sapore del mondo” : “..i sensi sono il modo di  “dare senso”  al mondo”.

Per noi Reflessologi: “ .. i sensi sono uno dei tanti modi  per  “dare senso” al nostro lavoro”.

Occorre tener sempre presente che ogni piede corrisponde alla persona che si ha davanti e non si potrà  mai paragonarlo ad altri piedi. Ogni piede racconta la propria storia che generalmente è  fatta di traumi e di blocchi subiti che, nel tempo,  hanno modificato il nostro fisico e il nostro modo di essere…

Doreen Bayley, che introdusse la Reflessologia in Gran Bretagna, dopo aver fatto il corso dalla Ingam, in una conferenza disse “ ….vi è ancora molto da scoprire,   sappiamo però  di avere in mano una terapia meravigliosa che si svilupperà come uno dei metodi più importanti  di  guarigione naturale….”

Pin It on Pinterest

Questo sito web utilizza i cookie. Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire
funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul
modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web,
pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che
hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi.
Acconsenti ai nostri cookie se continui ad utilizzare il nostro sito web. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi